Viaggio in Sardegna a Roma, in Gennaio.

Musicare in collaborazione con Mercuzio Centro Culturale e Artistico organizzano a Roma tre nuove repliche per il monologo “Viaggio in Sardegna” scritto per Sardinia_Moving_Arts Le musiche originali sono di Cristiano Porqueddu e saranno eseguite alla chitarra da Giovanni Martinelli. Immagine a cura di Luciano Erittu e Franco Marras mentre le foto sono di Tommaso Le Pera. Quadro e titolo di Fabrizio Del Fabbro. La regia è affidata a Patrick Rossi Gastaldi

L’appuntamento è a Roma, il 7 e l’8 gennaio 2022 ore 20,00 e il 9 gennaio alle ore 17,00. La sede: Teatro Altrove Studio, in Via Giorgio Scalia, 53.

Viaggio in Sardegna è un viaggio semi-serio nell’isola dei Sardi, vista con gli occhi dei grandi intellettuali europei che la “scoprirono” a partire dall’800 fino ai giorni nostri, nato su commissione della manifestazione Sardinia Moving Arts organizzata dall’Associazione Musicare di Nuoro con la direzione artistica di Cristiano Porqueddu.

Il titolo è tratto dall’opera pittorica omonima di Roberto del Fabbro e dall’omonimo “resoconto di viaggio” di Alberto La Marmora del 1826. Sul testo dello spettacolo Franco Cordelli ha scritto: “Questo “Viaggio in Sardegna” è fisico e mentale, geografico e sentimentale, musicale e letterario, teatrale. Scandito in sei soste, approda alla Terra, all’Umanità, all’Ebbrezza, alla Pietra, alla Lingua, al Canto, per poi congedarsi da noi.”. Aggiunge Stefania Masala: due soste, in verità ci sono ma non sono dichiarate: Corpo e Ambiente. Un viaggio nell’animo sardo in un ambiente antico e selvaggio che appare come una gigantesca Moby Dick. Il senso di questo “Viaggio” sta nella sua partenza (“Ero soffocata dalla mitologia sarda, dal senso di frustrazione di chi cerca di farsi amare colmando di doni il visitatore saltuario, sperando con l’accogliere di essere accolto”) e, tra la partenza e l’arrivo, il “Viaggio” è attraversato dalla solitudine (“solitudine come condizione dell’anima”). Una solitudine che ricorda i versi di una poesia della Dickinson: “Forse sarei più sola senza la mia solitudine”. Direi più una solitudine dello smarrimento: quell’essere in un luogo non volendoci stare e volerci stare quando si è già lontani.
Uno smarrimento e al contempo una consapevolezza che troviamo nella lettera che Gramsci scrive al fratello per sostenere la sua onorabilità e rettitudine. “Sono in carcere per ragioni politiche, non per ragioni di onorabilità”. Smarrimento che fa da bussola a Masala per risalire alle sue origini (nascita, carattere, solitudine). Per non smarrirsi si affida alle mappe di altri naviganti; su tutti Vittorini, Lawrence, Gramsci, Ledda.
“Ho abbandonato la Sardegna. Sono scappata per non restarne prigioniera. Lei però non ha abbandonato me: ho ritrovato tante cose delle mie origini, della mia famiglia e dei miei affetti, perfino del mio carattere, perdendomi tra le pagine di questi autori – dice Stefania Masala – Viaggio in Sardegna è un testo che rispecchia le mie malinconie, i miei slanci, la voglia di essere “diversa”, facendomi scoprire di essere invece più “sarda” di quanto avessi immaginato. L’isola è il labirinto dal quale ho cercato di scappare, portandolo infine dentro di me, per sempre”.
Luciano Erittu e Franco Marras, consulenti d’immagine e fondatori di “Fle’m Lab”, hanno realizzato per la protagonista uno smoking “in stile sardo” che, richiamandosi agli stilemi dei costumi tradizionali, sarà l’elemento caratterizzante l’aspetto estetico dello spettacolo.

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